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lunedì 21 maggio 2012 ..:: Testimonianze » Giovani ::.. Registrazione  Login
 VERSO IL FUTURO Riduci

Vorrei provare a interrogarmi su ciò che l’UNITALSI come Associazione e noi come suoi componenti siamo chiamati a sperare e a progettare per il nostro futuro. Bisognerebbe avere la possibilità di toglierci dalla preoccupazione del presente e puntare ad investire oggi su quel seme che sarà frutto domani; abituati abituati come siamo al riscontro nell’immediato ci manca a volte la capacità di saper aspettare o di cogliere quei piccoli segni del quotidiano che sono comunque cambiamento, tensione e fermento di novità. È importante avere la consapevolezza, entrando  cosi nello spirito e nello stile proprio del pellegrinaggio, che non si passa subito da Mestre Lourdes; all’interno di questo spazio e di questo tempo ci siamo tutti noi, con le nostre vite, le nostre paure, gli slanci e le meschinità. Eppure anche se non ce ne accorgiamo, il cuore cambia! Cambiano le aspettative e i punti i riferimento spariscono le certezze e l’affanno delle cose, si addolciscono le asperità e ci si ascolta di più. Può darsi che noi, per primi, non si riesca a vedere i frutti di quanto seminato ma la fiducia in Colui che ci guida non dovrebbe consentirci di nutrire dubbi sul risultato finale, nonostante noi. Malgrado in qualche occasione ci si senta sopraffatti dal pessimismo o sconcertati dai limiti delle nostre incomprensioni e mugugni, non potremo non abbandonarci all’abbraccio del Padre. Parlando di futuro non si può non pensare a quella grande risorsa che sono i giovani: se ne fa un gran parlare oggi, nel bene e nel male, per la verità con toni ormai logori e generalizzanti. E anche probabile che una sorta di radicata paura del cambiamento ci induca a coglierne solo gli aspetti negativi.  Ma io inviterei a guardare a tutti quei giovani che, magari dopo aver tirato fino a tardi nella birreria di boulevard de la Grotte, non vogliono mancare alla Messa del personale perché la sentono un po’ come la loro Eucaristia, un momento di autentica intimità; penso a quei giovani che accompagnano con tenerezza e simpatia e anche, perché no, con un pò di incoscienza, l’ammalato nella propria carrozzina avendo cura di coprirlo per evitargli di prendere freddo; guardo a quelle “sorelline” che, in refettorio, servono i pasti al Salus, non facendo mancare il loro sorriso o una parola scambiata in semplicità e allegria; sorridono all’affermazione di quel barelliere di 16 anni che, volendo dare un’immagine della sua esperienza a Lourdes, l’ha riassunta così: “ È come bere l’aranciata San Pellegrino! ”, sottolineando, forse inconsapevolmente, alcune delle caratteristiche del servizio, che e’ frizzante perché novità continua, che ti mette a nudo e fa i conti con la tua vera disponibilità, che dopo averti dato l’illusione di spegnere la sete, ti fa sentire urgente il desiderio di ritornare all’acqua e alla fonte; penso ancora a quei tanti, tantissimi giovani che dopo una nutrita giornata di impegni, si ritrovano davanti alla Grotta, a tarda ora, per dire insieme un rosario, per raccontarsi e condividere la loro vita o semplicemente per stare assieme e prendersi per mano, ridendosela dei loro dubbi e delle loro paure.

 

 


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