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GENTE VENETA N° 19 anno 2010
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Passione Lourdes: anche per i giovani
Attempati signori con i baffi, paffutelle signore in divisa d'ordinanza e velo bianco sui capelli... Senza offesa per nessuno, ma dite la verità: come vi immaginate la “Festa del ringraziamento” dell'Unitalsi dopo un viaggio a Lourdes? Eppure gli stereotipi vacillano, perché a Trivignano, dalle 15.00 di domenica 16 maggio, ci saranno tanti, tanti giovani. All'ultimo pellegrinaggio partito da Mestre, dal 25 aprile al 1° maggio, ce n'erano una sessantina, dai 16 anni in su, provenienti da scuole e parrocchie. Hanno seguito l'esempio di qualche loro amico, accolto l'invito del parroco o dell'insegnante di religione, e sono partiti, magari senza sapere neanche loro esattamente perché, per tornare poi - come si vede dalle testimonianze di questa pagina - con le idee molto, molto chiare.
«Ci siamo spesi molto per ottenere questo risultato», spiega Roberto Maurizio, presidente della sottosezione triveneta interaziendale dell'Unitalsi, con sede in via Fratelli Bandiera 112 a Marghera. «E' fondamentale che siano preparati e accompagnati. Siamo andati in giro per le parrocchie incontrandoci con i giovani, facendo vedere loro dei video. Avevamo invitato tutte le scuole di Mestre e tramite un amico coinvolto quelle di Mogliano. Dopo due anni l'Astori ha mandato un suo gruppo; con le altre scuole ci vorrà del tempo, ma siamo fiduciosi, perché non abbiamo trovato ostilità, anzi. Crediamo molto nel coinvolgimento dei giovani: spero che un giorno saranno i nostri futuri presidenti, gente che si innamorerà dell'Unitalsi, portando avanti la sua storia».
Il ritrovo, per barellieri, sorelle e ammalati, è dunque domenica a Trivignano. Alle 15.30 ci si racconterà quanto vissuto nel santuario mariano; alle 16.15 ci sarà la messa, seguita da un rinfresco. L'ultimo treno partito per Lourdes ha portato in pellegrinaggio 570 persone della nostra diocesi e non solo, perché questa sezione dell'Unitalsi, nata nel 1977 tra le fabbriche di Porto Marghera, ha radici estese anche nel resto del Veneto e oltre. Il convoglio era accompagnato dal vescovo ausiliare mons. Pizziol e da un amico storico dell'associazione, mons. Angelo Centenaro. Nel gruppo - si potrebbe scrivere un trattato sulle trasformazioni del mondo del lavoro - erano presenti colonne della zona industriale che fu, oggi in pensione, della Marghera di oggi così cambiata, delle Officine Aeronavali, ma anche del terziario che avanza in città; e poi semplici parrocchiani e giovani, appunto.
I gruppi più consistenti venivano dalle parrocchie di Catene e di Gambarare; e poi c'era un gruppo di ragazzi di quarta superiore dell'Astori di Mogliano. Hanno spinto le carrozzine dei malati in viaggio con loro; qualcuno ha prestato servizio in refettorio, aiutando i malati a mangiare. E hanno imparato la lezione di Lourdes: «Il malato - spiega Roberto Maurizio - è una provocazione, perché ci si deve fermare, abbassare quando è in carrozzina: tutte cose cui siamo poco abituati. Porta a rimettersi in gioco, a smussare gli angoli. Anche il viaggio in treno di 20 ore è un'occasione per adattarsi e prepararsi. C'è il momento in cui, come una nave che lascia la banchina, uno dice: e adesso? Ma poi ti accorgi che solchi altri lidi, altri orizzonti e scopri cose che non avresti mai pensato... Io lo faccio da 20 anni e mi creda: è un'esperienza unica». P.F.)
Lì solo per ringraziare
Grazie all’entusiasmo che nostra figlia ci ha trasmesso dopo il servizio svolto durante il suo primo pellegrinaggio, siamo stati “solleticati” a partire. Ci era stato raccontato di emozioni, sensazioni e tanta felicità recuperata solo in un viaggio di pochi giorni. Così siamo partiti, con molte cose da chiedere per noi e per le persone a noi care e vicine. E’ vero! La grotta e tutto quello che la circonda, ti assorbe e ti annulla, guidandoti a pensieri ed azioni che fluiscono armoniosi, senza schemi, liberi dalla nostra “quotidianità”.
Arrivati alla grotta ci siamo trovati con migliaia di pellegrini che in devoto silenzio soffrono, piangono, pregano facendoci capire la banalità delle nostre richieste. Pertanto realizziamo che noi siamo lì non per chiedere ma per ringraziare. E’ fantastico ciò che ci portiamo a casa, senza acquistare nulla.
Anonimi.
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INCONTRO "Centro Don Vecchi"
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Gazzettino VE, DOM 28 giugno 2009
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ANTENNA VOLONTARIATO
Dalle fabbriche di Marghera alla grotta di Lourdes
Trent’anni di viaggio con gli "angeli" dell’Unitalsi
Domenica 28 Giugno 2009, Da oltre 30 anni, ininterrottamente, trasportano fedeli e malati a Lourdes, in Francia, trasformando il treno carico di sofferenza in un’oasi di pace e di rinnovata serenità. Sono gli “angeli” dell’Unitalsi, sottosezione interaziendale appartenente alla sezione triveneta che ha sede a Bassano (un’altra realtà del tutto analoga fa capo alla diocesi)
«Si chiama così perché l’esperienza è nata nel 1977 attorno al mondo del lavoro e in particolare alle fabbriche di Porto Marghera, quando un gruppo di persone ha deciso di strutturarsi per promuovere il pellegrinaggio alla Grotta di Massabielle sui Pirenei», affermano il presidente Roberto Maurizio e la segretaria Juccia Vianello. In questo luogo l’immagine della Madonna è comparsa più volte a Santa Bernadette Soubirous dal 1858, tanto che l’11 febbraio, giorno della prima volta, ricorre la Festa del malato. A partire dal 5 maggio 1978, ogni anno tra il 25 aprile e l’1 maggio dalla stazione parte il treno della speranza, anche con vetture attrezzate, con a bordo 600 viaggiatori tra malati, pellegrini e volontari con barellieri, sorelle e diversi sanitari specializzati.
«L’esperienza - proseguono - è molto forte e per questo arricchente, ma proprio il fatto di effettuare il di 20 ore in treno aiuta a stemperare le angosce e creare un clima di vicinanza e fraternità. Portiamo via persone che hanno le patologie più disparate e vengono accudite 24 ore su 24, ma la fatica, che certo si sente, si affronta con gioia». La comitiva, peraltro, è sempre seguita a livello spirituale: l’assistente è padre Julio Garcia dei frati minori conventuali, mentre non mancano mai i consigli e la saggezza di monsignor Angelo Centenaro, che rappresenta il Patriarcato. Racconta Maurizio: «A parole è difficile trasmettere ciò che si prova. Io all’inizio sono stato coinvolto un po’ per caso ed ero pure un po’ scettico, ma poi l’aver aiutato una ragazza disabile ha generato in me una molla perché ho visto che c’era chi aveva bisogno del mio aiuto».
Sottolinea Vianello: «Grazie al pellegrinaggio si cancella qualsiasi differenza e non ci sono più barriere, ciascuno è libero di essere ciò che è autenticamente. Per questo, quando si torna a casa dopo una settimana, si respira un po’ di malinconia perché c’è chi ritorna a essere solo nel letto di una casa di cura da dove non esce”. Tra i passeggeri molti non mancano l’appuntamento sin dalla prima trasferta, mentre un’altra quota conosce il ricambio dei volti e delle storie. L’anno scorso in occasione del 150° anniversario dalla prima apparizione e del 30° dal primo viaggio in assoluto, al gruppo che si è raddoppiato si è aggiunto anche il patriarca Angelo Scola. «Respirare il clima del servizio per fratelli più bisognosi e il fascino della Grotta è un’esperienza di fede che consigliamo a tutti», dicono Maurizio e Vianello. Fuori dal pellegrinaggio, che operativamente si inizia a preparare da gennaio, durante l’anno l’attività autofinanziata prevede dei momenti associativi, spirituali e qualche corso di formazione per prepararsi a affrontare al meglio le situazioni più complesse. Il 29 agosto, a Spinea, è in calendario uno spettacolo del duo comico Carlo & Giorgio per finanziare l’acquisto di un pulmino comprato a debito per il trasporto in città dei disabili in occasione di ritrovi vari e cerimonie.
L’Unitalsi interaziendale conta quasi 600 soci e ha sede in via Fratelli Bandiera 112: tel 041.930920, fax 041.5090400; internet: www.unitalsiaziendale.it; mail: info@unitalsiaziendale.it.
Alvise Sperandio

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GENTE VENETA del 30 maggio 2009
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Testimonianza di Giulio Vincoletto
Faticoso, sensatissimo pellegrinaggio a Lourdes
Cara Gente Veneta, voglio testimoniare il nostro viaggio a Lourdes.
«Preferimmo alla fine viaggiare di notte / dormendo solo a tratti / con le voci che cantavano agli orecchi / dicendo che questo era tutta follia.» Questi versi del poeta [T. Eliot, Ariel Poems] mi sembravano adattarsi al lungo viaggio in treno che, il 3 Maggio scorso, da Mestre si è prolungato verso Lourdes per ventidue ore. Una veglia interminabile per chi, come me, mal sopporta le costrizioni fisiche di un vagone perennemente oscillante su dei binari. A questo si aggiunga l’imposizione di stare a stretto contatto con degli estranei, quasi sopprimendo ogni riserva di intimità, e la domanda si insinuava irresistibile: chi me lo ha fatto fare?
Mi chiedevo perché partire per il Santuario Mariano come barelliere della Sottosezione Aziendale di Marghera dell’Unitalsi, dato che ho già prestato servizio a Lourdes quando avevo 16 anni. Poi, altrettanto irresistibilmente, si rinvigoriva una risposta, man mano che il treno macinava chilometri per terre confuse sotto la luna. Dapprima fioca ma poi sempre più convinta questa voce diceva: lo stai facendo per Maria. Al mattino, verso la meta, questo cantava agli orecchi.
Arrivati a Lourdes, scaricati i bagagli di tutti, la Grotta di Massabielle attrae come una calamita. Quasi non vorrei aspettare di accompagnare un malato dal Salus Infirmorum (l’ospitalità dell’Unitalsi) alla Chiesa di Santa Bernadette per l’apertura del pellegrinaggio: una forza dolce e travolgente mi chiama. E poi eccola lì, la si scorge dalla parte opposta del Gave-de-Pau: una piccola statua bianca incastonata in una cavità rocciosa. Sembra quasi una ragazzina, anzi lo è proprio: Maria si è mostrata alla piccola Bernadette poco più anziana di lei, che aveva solo quattordici anni.
Sarà anche per questo che Lourdes è per i giovani così familiare? Si parte da casa e si arriva a casa. Ma forse è così perché tutto cospira, dentro al Sacro Recinto, a parlare di una Madre. E in una casa dove c’è una Madre tutti si sentono (perché lo sono) fratelli e sorelle.
Anziani, malati, sani, giovani, di ogni nazionalità, di ogni lingua; in questo luogo in cui il Cielo si è unito alla terra per diciotto volte, si respira come in pochi altri la cattolicità della fede cristiana. Non ci sono separazioni, non esiste la tentazione di chiusura. Nemmeno la stanchezza, dovuta a quattro ore di sonno per notte, riesce a domare il bisogno (quasi fisico) di preghiera, di raccoglimento, di silenzio. Il servizio ai malati diventa esso stesso orazione, e questi fratelli che soffrono si fanno maestri di vita per chi, come me, è ancora un principiante dell’esistenza, nonostante tutta la presunzione di chi si crede già maturo.
Lourdes è ogni volta così: ti sbatte in faccia la vera vita, ti costringe alla verità di te. E gli amici che ti accompagnano (diciotto giovani dalla mia parrocchia) diventano finanche più belli, perché ti mostrano la loro vera faccia. Per noi “sani” il miracolo è questo.
Lì, ai piedi dei Pirenei, riconosci i tuoi amici, e te ne fai di nuovi. Soprattutto tra gli adulti che ti seguono come fossero dei genitori; volti e storie che ti restano impressi per la generosità e l’affetto che ti danno senza riserva: Roberto, Claudio, Bruno, Juccia, Paolo e moltissimi altri. Ringrazi Dio perché te li ha fatti incontrare, chiedi a Dio che li mantenga sempre così.
Voglio per questo condividere con tutta la comunità del Patriarcato, tramite Gente Veneta, questa esperienza, soprattutto con i giovani. Vorrei dire loro che, abituati come siamo agli agi e alla salute, quello che da principio pare follia in realtà può celare un gran bene. Durante le ventitré ore del viaggio di ritorno la stanchezza è intrisa di gioia e di riconoscenza; a quel punto capisci perché lo hai fatto. Questo pellegrinaggio si è dimostrato una delle esperienze più sensate della mia vita; perché, a volte, obbedire ad un appello è la cosa più ragionevole da fare, soprattutto se si intuisce donde proviene.
È proprio vero: ad Jesum per Mariam, a Gesù si arriva attraverso Sua madre

Alcuni giovani di Catene, assieme al parroco don Lio, in pellegrinaggio a Lourdes
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Foto apparsa su VENETO MARIANO Luglio e Ottobre 2008
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Foto apparsa su VENETO MARIANO Maggio 2007
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Foto apparsa su VENETO MARIANO maggio 2007
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Foto apparsa su VENETO MARIANO Dicembre 2006
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Foto apparsa su VENETO MARIANO Dicembre 2006
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